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1. Il Comune negli atti e nel sigillo si identifica con il nome Pontecurone e con lo stemma come da R.D. 7/2/1938 reg. il 9/4/1938.
2. Nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze, accompagnato dal Sindaco si può portare il gonfalone comunale nella foggia originale autorizzata, con medaglia (Pontecurone - comune insignito di benemerenza).
3. L'uso e la riproduzione di tali simboli per fini non istituzionali, sono vietati.
4. Ai funerali di Consiglieri comunali ed ex, sarà garantita la presenza degli amministratori e del gonfalone.

Stemma Il vocabolo "stemma" é di origine greca e significa benda o corona; presso i romani passò a significare albero genealogico perché ebbero il nome di stemma le tessere sulle quali venivano segnati i nomi degli avi.
Nel Medioevo, per estensione, furono detti stemmi gli scudi istoriati che i cavalieri portavano nei tornei; infine, si chiamarono col nome di stemma le insegne gentilizie.
Gli stemmi sono, quindi, veri e propri vessilli di esercito e poiché questo aveva un ordinamento feudale, gli stemmi non sono che i vessilli usati dai grandi feudatari, laici o ecclesiastici, per distinguere le loro schiere.
Gli stemmi dei comuni medioevali hanno origini uguali a quelli degli stemmi feudali. Il carattere territoriale del vessillo fece sì che, quando nel secolo XII si svilupparono gli ordinamenti comunali anche il comune e le singole contrade ebbero un proprio vessillo. E' quindi pensabile che anche il Comune di Pontecurone, quando comincia a rendersi indipendente di fatto, se non di diritto, dall'autorità dei vescovi e dell'imperatore per divenire libero comune, assunse anch'esso uno stemma.
Per stemma, nel senso moderno, s'intende il complesso di determinate figure che sono effigiate secondo certi principi e certe regole e costituiscono i contrassegni stabili di persone o enti.
Ogni stemma si compone di due parti principali: lo scudo e l'elmo o la corona.
In data 7 febbraio 1938 Vittorio Emanuele III, "per grazia di Dio e per volontà della Nazione, Re d'Italia e d'Albania, Imperatore d'Etiopia concede con Decreto al Comune di Pontecurone il diritto di far uso di uno Stemma e di un Gonfalone Comunale, miniati nei fogli qui annessi e descritti come appresso: Stemma; D'argento al ponte di cinque arcate di rosso sopra un torrente al naturale. Capo del Littorio di rosso (porpora) al Fascio Littorio d'oro circondato da due rami di quercia e d'alloro annodati da un nastro dai colori nazionali.
Ornamenti esteriori da Comune.
Gonfalone: Drappo di colore azzurro riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto, con l'iscrizione centrata in argento: -Comune di Pontecurone-, le parti di metallo e i nastri saranno argentati.
L'asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale.
Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome.
Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento"
Firmato Vittorio Emanuele Trascritto nei registri della Consulta Araldica il 1° novembre 1939, il Cancelliere Sandrelli.
Gonfalone Con Decreto 3 agosto 1943 veniva soppresso il Partito nazionale fascista e quindi con Decreto Legislativo Luogotenenziale del 23 ottobre 1944 si sopprime il Fascio Littorio dallo stemma dello Stato e dai sigilli.
Stemma e Gonfalone del Comune di Pontecurone sono quindi stati ripristinati secondo il Decreto del 1944.
Lo stemma del Comune, al pari di quello dello Stato, suole essere impresso negli atti, oggetti e documenti che promanano dal comune stesso e che gli appartengono (dai gonfaloni e dalle bandiere, ai certificati, ai manifesti, ai sigilli, alle lettere d'ufficio), e sempre per dare impronta e carattere di autenticità ed ufficialità alle carte ed agli oggetti che portano impresso l'emblema.


Un ringraziamento speciale al Sig. Pier Angelo Bergaglio, Sindaco dal 1993 al 1997, che ha donato a Comune di Pontecurone l'attuale nuovo stendardo.





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