Collegiata di Santa Maria Assunta
- Dettagli
- Categoria: Territorio
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta era l’antica pieve di cui non è nota l’origine (è documentata per la prima volta in un elenco delle antiche pievi della Diocesi di Tortona del 1175): edificata probabilmente nel X secolo, trovandosi nei pressi della Via Postumia, divenne una delle tappe dei pellegrinaggi verso Roma, la Terra Santa e San Giacomo di Compostela. La presenza dell’ospedale gerosomilitano di S. Pietro a partire dal XIII secolo che fungeva da luogo di ricovero per gli infermi e da albergo per i viandanti e, contemporaneamente, di ben due affreschi in S. Maria raffiguranti S.Giacomo con il bastone da pellegrino testimoniano dell’importanza della sosta di Pontecurone nelle rotte dei pellegrini medioevali.
L’edificio attuale, di stile romano-gotico, in mattoni a vista, risale al XIII-XIV secolo.
I numerosi interventi subiti nel corso del tempo sono testimoniati da impronte di mattoni di colore diverso. L’edificio presenta una facciata a capanna sulla quale si apre un gotico portale cuspidato contornato da ricchi elementi decorativi in cotto con motivi geometrici e floreali e sormontato da un rosone attorno al quale ruota il simbolo cristiano della vite mentre ai lati si aprono due finestre monofore (portale e rosone furono aggiunti nel XV secolo).
Oggi si presenta come un classico esempio di “chiesa a sala” a tre navate (divise da cinque pilastri cruciformi): quelle laterali sono chiuse da due pareti rettilinee mentre quella centrale termina in un presbiterio quadrangolare voltato a crociera.
Nella parete destra del presbiterio si apre una porta che conduce ad un’antica Cappella su cui poi, alla fine del Cinquecento, è stato edificato il campanile nel quale si trova lo strato più antico della decorazione ad affresco di tutta la pieve risalente con ogni probabilità agli anni immediatamente circostanti la metà del Quattrocento.

Importanti restauri interni furono ralizzati tra il 1929 e il 1938 e dopo il 1970 fu attuato anche il restauro della decorazione ad affresco risalente al XV secolo soprattutto nell’abside, nella navata di destra e sulla controfacciata. All’interno ci sono numerosi affreschi. Dato che Pontecurone fu, per tutto il XV secolo, sotto il diretto controllo politico del Ducato di Milano, è logico che anche dal punto di vista culturale la capitale lombarda rappresentasse il punto di riferimento privilegiato e che alla cultura lombarda guardassero gli artisti che affrescarono le pareti di S. Maria Assunta.
La controfacciata presenta una serie di scene affrescate con scene tratte dalla vita dei Santi: i “Miracoli di San Pietro Martire” (1460 circa) opera di un anonimo pittore lombardo sulla sinistra. Sempre di area lombarda sono gli affreschi dipinti sulla parete individuata dalla prima crociera della navata sinistra dov’è rappresentata una grande Crocifissione sormontata da una lunetta con l’Annunciazione mentre al di sotto è raffigurato San Francesco che riceve le stimmate.
Riferibili a un ambito locale sono i numerosi affreschi attribuibili a Manfredino Boxilio e agli altri due esponenti della scuola pittorica tortonese (il fratello più giovane Franceschino e Quirico da Tortona che operarono certamente a più riprese sulle pareti di S. Maria Assunta nell’ultimo quarto del XV e anche agli inizi del XVI secolo). Il primo intervento di Manfredino Boxilio (1470 circa) va individuato nel trittico “Madonna col bambino” e i Santi Biagio e Apollonia nella terza campata di destra; è autore anche di un Sant’Agostino nell’abside.
La cultura di Manfredino non è solo legata ai modelli alti della pittura ad affresco nella Lombardia del secondo Quattrocento ma affonda le proprie radici anche in quelle opere realizzate in un ambito più circoscritto da frescanti lombardi nei cantieri di Rivalta, Sale e Volpedo nel sesto e nel settimo decennio del Quattrocento.
Sulla destra della parete d’ingresso si trova il dittico raffigurante a mezzo busto la “Vergine con il Bambino” e San Biagio che è stato attribuito dalla critica più recente a Quirico da Tortona mettendo in relazione il dittico di Pontecurone anche con l’affresco Madonna e Santi della Pieve di Volpedo.
Nel XVII secolo la chiesa fu arricchita da altari e decorazioni manieristiche e barocche come la “Resurrezione e i Misteri del Rosario” (1610), “Crocifissione con la Vergine, Maddalena e San Giovanni” (inizi XVII secolo) e un’Annunciazione attribuibile all’ambito pittorico ligure databile intorno al 1610. La cappella con i “Misteri del Rosario” era dovuta al fatto che dopo la vittoria della Lega cristiana del 1571 a Lepanto contro i turchi che era stata attribuita da Pio V (il boschese Ghislieri) all’intervento della Vergine e alla preghiera del S. Rosario, in area settentrionale e in particolare nel Piemonte meridionale, terra natale del Papa, sorsero numerose cappelle legate al culto del Rosario. Così anche a Pontecurone si decise di costruirne una chiamando ad affrescarla Gian Mauro della Rovere, il più giovane dei Fiammenghini.





