Comune di Pontecurone

Pontecurone, Venerdì 10 Settembre 2010

Pubblicati il mese giugno, 2007

Dati Comune di Pontecurone

Pubblichiamo i dati relativi al Comune (fonte Ancitel):
UD_DatiComune (pdf)

CASA NATALE DI DON ORIONE

Lungo la via Emilia sulla sinistra dopo la piazza del Comune si può visitare la casetta di Don Orione, ricostruita sul luogo della precedente demolita nel 1903, con ricordi di famiglia e foto della vita di San Luigi Orione.

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Nato a Pontecurone nel 1872, dopo il tirocinio della vita seminaristica (Tortona 1889-1893) decise di agire, in primo luogo, per la salvezza degli orfani e, in un secondo tempo, a vantaggio dei provati alla fame e dalla miseria aprendo istituzioni benefiche per poveri, malati, anziani e bisognosi.

La sua azione passò così — attraverso la scuola, le colonie agricole, gli artigianati, le scuole professionali — alle Case di Carità e ai Piccoli Cottolengo. Ai suoi sacerdoti e religioso affiancò gli Eremiti della Divina Provvidenza (1898), le Piccole Suore Missionarie della Carità (1915), le Suore Cieche Adoratrici Sacramentine (1927).

Trascorse il quadriennio 1921-22 e 1934-37 tra i suoi Missionari del Sud America.

Morì improvvisamente in una casa di riposo a Sanremo.

Il 16 maggio 2004 è stato proclamato Santo.

LUO_CasaOrione2

CROCE DELL’ORDINE MALTESE

Si trova in Via Emilia al n.° 132 e indica il luogo dove, grazie ad un lascito del 1210, fu costruito un ricovero per pellegrini e malati. La presenza di un ospizio per viandanti a Pontecurone conferma il passaggio dal paese di pellegrini che dall’Europa andavano a Roma.

LUO_Croce

FINESTRA GOTICA

La finestra gotica si trova in Via Emilia al n.° 21. Presenta decorazioni simili a quelle del portale della chiesa di Santa Maria. È conosciuta come finestra del Barbarossa poiché è l’unico elemento rimasto della casa in cui dimorò Barbarossa nel periodo in cui pose a Pontecurone il suo quartier generale.

STO_FinestraGotica

TORRE CIVICA

La torre civica, a pianta quadrata in mattoni a vista, è situata sulla piazza Matteotti, è di origine non del tutto accertata: secondo alcuni avanzo del duecentesco castello, per altri fatta costruire da Gian Galeazzo Visconti nel 1392 insieme ad altre fortificazioni per meglio difendere Voghera.

 LUO_TorreCivica

ORATORIO DI SAN FRANCESCO

Sede dal 1814 della Confraternita di San Biagio, la costruzione risale al XVI secolo ed è recentemente stata restaurata.

LUO_OratorioSanFrancesco

Conserva nell’abside un pregevole coro in noce seicentesco composto da 18 stalli e un affresco della “Deposizione” attribuito a Gian Mauro della Rovere detto il Fiamminghino (1610 circa).

Sulla navata sinistra si trova un “Sant’Antonio nel deserto” (1626) firmato Giuseppe Panigarius inoltre è di particolare interesse una “Vergine col Bambino in Gloria e Santi” degli inizi del XVII secolo attribuibile alla scuola tortonese di Scipione
Crespi.

COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta era l’antica pieve di cui non è nota l’origine (è documentata per la prima volta in un elenco delle antiche pievi della Diocesi di Tortona del 1175): edificata probabilmente nel X secolo, trovandosi nei pressi della Via Postumia, divenne una delle tappe dei pellegrinaggi verso Roma, la Terra Santa e San Giacomo di Compostela. La presenza dell’ospedale gerosomilitano di S. Pietro a partire dal XIII secolo che fungeva da luogo di ricovero per gli infermi e da albergo per i viandanti e, contemporaneamente, di ben due affreschi in S. Maria raffiguranti S.Giacomo con il bastone da pellegrino testimoniano dell’importanza della sosta di Pontecurone nelle rotte dei pellegrini medioevali.
L’edificio attuale, di stile romano-gotico, in mattoni a vista, risale al XIII-XIV secolo.

LUO_Collegiata

I numerosi interventi subiti nel corso del tempo sono testimoniati da impronte di mattoni di colore diverso. L’edificio presenta una facciata a capanna sulla quale si apre un gotico portale cuspidato contornato da ricchi elementi
decorativi in cotto con motivi geometrici e floreali e sormontato da un rosone attorno al quale ruota il simbolo
cristiano della vite mentre ai lati si aprono due finestre monofore (portale e rosone furono aggiunti nel XV secolo).
Oggi si presenta come un classico esempio di “chiesa a sala” a tre navate (divise da cinque pilastri cruciformi): quelle laterali
sono chiuse da due pareti rettilinee mentre quella centrale termina in un presbiterio quadrangolare voltato a crociera.
Nella parete destra del presbiterio si apre una porta che conduce ad un’antica Cappella su cui poi, alla fine del
Cinquecento, è stato edificato il campanile nel quale si trova lo strato più antico della decorazione ad affresco di tutta la pieve risalente con ogni probabilità agli anni immediatamente circostanti la metà del Quattrocento.

LUO_CollegiataNavata

Importanti restauri interni furono ralizzati tra il 1929 e il 1938 e dopo il 1970 fu attuato anche il restauro della decorazione ad affresco risalente al XV secolo soprattutto nell’abside, nella navata di destra e sulla controfacciata.
All’interno ci sono numerosi affreschi. Dato che Pontecurone fu, per tutto il XV secolo, sotto il diretto controllo politico del Ducato di Milano, è logico che anche dal punto di vista culturale la capitale lombarda rappresentasse il punto di riferimento
privilegiato e che alla cultura lombarda guardassero gli artisti che affrescarono le pareti di S. Maria Assunta.
La controfacciata presenta una serie di scene affrescate con scene tratte dalla vita dei Santi: i “Miracoli di San Pietro Martire” (1460 circa) opera di un anonimo pittore lombardo sulla sinistra. Sempre di area lombarda sono gli affreschi dipinti sulla parete individuata dalla prima crociera della navata sinistra dov’è rappresentata una grande Crocifissione sormontata da una lunetta con l’Annunciazione mentre al di sotto è raffigurato San Francesco che riceve le stimmate.
Riferibili a un ambito locale sono i numerosi affreschi attribuibili a Manfredino Boxilio e agli altri due esponenti della scuola pittorica tortonese (il fratello più giovane Franceschino e Quirico da Tortona che operarono certamente a più riprese sulle pareti di S. Maria Assunta nell’ultimo quarto del XV e anche agli inizi del XVI secolo). Il primo intervento di Manfredino Boxilio (1470 circa) va individuato nel trittico “Madonna col bambino” e i Santi Biagio e Apollonia nella terza campata di destra; è autore anche di un Sant’Agostino nell’abside.
La cultura di Manfredino non è solo legata ai modelli alti della pittura ad affresco nella Lombardia del secondo Quattrocento ma affonda le proprie radici anche in quelle opere realizzate in un ambito più circoscritto da frescanti lombardi nei cantieri di Rivalta, Sale e Volpedo nel sesto e nel settimo decennio del Quattrocento.

Sulla destra della parete d’ingresso si trova il dittico raffigurante a mezzo busto la “Vergine con il Bambino” e San Biagio che è stato attribuito dalla critica più recente a Quirico da Tortona mettendo in relazione il dittico di Pontecurone anche con l’affresco Madonna e Santi della Pieve di Volpedo.

Nel XVII secolo la chiesa fu arricchita da altari e decorazioni manieristiche e barocche come la “Resurrezione e i Misteri del Rosario” (1610), “Crocifissione con la Vergine, Maddalena e San Giovanni” (inizi XVII secolo) e un’Annunciazione attribuibile all’ambito pittorico ligure databile intorno al 1610. La cappella con i “Misteri del Rosario” era dovuta al fatto che dopo la vittoria della Lega cristiana del 1571 a Lepanto contro i turchi che era stata attribuita da Pio V (il boschese Ghislieri) all’intervento della Vergine e alla preghiera del S. Rosario, in area settentrionale e in particolare nel Piemonte meridionale, terra natale del Papa, sorsero numerose cappelle legate al culto del Rosario. Così anche a Pontecurone si decise di costruirne una chiamando ad affrescarla Gian Mauro della Rovere, il più giovane dei Fiammenghini.

SAN LUIGI ORIONE

Tra le più eminenti figure della Chiesa e della spiritualità cristiana del secolo scorso, nasce a Pontecurone il 23 giugno del 1872 in una famiglia di umili origini che lo educa ai precetti della religione cristiana e dove incomincia a maturare una profonda tensione alla carità.

STO_SanOrione

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di foto storiche

Il suo più significativo impegno cristiano è stata la fondazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza. L’istituzione si è in breve tempo diffusa in tutta Italia, specialmente in Sicilia, Calabria, a Roma e nel Veneto.
Si è inoltre diffusa anche all’estero: Sud America, Polonia, Grecia, Palestina, Nord America e Inghilterra.
Dopo la morte, avvenuta a Sanremo il 12 marzo del 1940, si è estesa ulteriormente in Svizzera, Francia, Belgio e Brasile. È stato canonizzato per volontà di Papa Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004.
San Orione è sepolto nel Santuario della Madonna della Guardia di Tortona, la chiesa da lui fortemente voluta quale centro spirituale della sua opera.
A distanza di decenni dalla sua scomparsa, il ricordo di San Orione è ancora assai vivo tra la gente del tortonese, come elevato esempio di una vita passata al servizio dei poveri, degli umili e dei diseredati.

PERSONAGGI CELEBRI

Don Luigi Orione: nato nel 1872 fondatore a Tortona della Piccola Opera della Divina Provvidenza oggi diffusa in tutto il mondo. Il 16 maggio 2004 è stato proclamato Santo
(si veda qui la scheda biografica).
Filippo Tommaso Marinetti: padre del Futurismo e pontecuronese mancato nacque ad Alessandria d’Egitto da una famiglia che apparteneva saldamente al Comune di Pontecurone.

BREVE STORIA DI PONTECURONE

Il nome deriva dal latino pons Coronis o pontis Coronis, con riferimento evidente al ponte sul torrente Curone, tutelato in tempi antichi dai templari. Le prime popolazioni he iniziarono a stabilirsi nella zona furono alcuni gruppi di liguri e gallo-boi.
Alla fine del II secolo Roma estese su tutto il territorio di Pontecurone il proprio dominio.

Il primo nucleo abitato di Pontecurone si può dare per certo già in epoca augustea — con il rifiorire della Via Postumia (che collegava Piacenza a Genova passando per Voghera, Tortona e Libarna) nelle vicinanze dell’importantissimo guado sul Curone — grazie al ritrovamento di numerose monete di quell’epoca nel territorio.
La romanità del borgo è inoltre confermata dal suo stesso impianto urbano tracciato con grande regolarità quasi a scacchiera con il cardo massimo che si interseca con il decumano nel punto in cui poi si è formata la piazza principale che fronteggia la torre medievale.
Pochi anni prima del Mille (nel 962) Ottone I donò al monastero pavese di San Pietro in Ciel d’Oro alcuni possedimenti tra i quali anche la località Ponte Coironum: è questa la prima testimonianza scritta dell’esistenza di Pontecurone.

Tortona prima, e Pontecurone poi, furono distrutte e il Barbarossa prima di lasciare queste terre ordinò — secondo una tradizione — che in Pontecurone fosse costruito un palazzo imperiale in memoria sua e delle sue vittorie (di questo palazzo rimane ancora una finestra gotica).

STO_FinestraGotica

Pontecurone è nell’elenco delle località sottratte a Tortona dal Barbarossa e poi restituite alla città nel 1164. Tra tutti i centri del distretto gli abitanti di Pontecurone furono i primi ad ottenere la cittadinanza tortonese (in seguito concessa anche a Viguzzolo e Castelnuovo).
Nel corso del Trecento il borgo venne fortificato dai Visconti e nel 1482 entrò a far parte dei territori degli Sforza per poi passare sotto il controllo di Giacomo Medici.
Gli ultimi feudatari furono gli Spinola di Los Balsassos; il feudo di Pontecurone fu quindi venduto nel 1668. Da questo momento in poi la storia di Pontecurone segue quella del territorio circostante: il periodo napoleonico, la battaglia di Marengo nel 1800 e le guerre risorgimentali poi.

Il 23 giugno del 1872 nacque a Pontecurone San Luigi Orione.
Il tessuto industriale di Pontecurone prende corpo con la lavorazione del laterizio solo alla fine dell’Ottocento e nel 1915 sorge la seconda fornace del paese la “Azzi e Signorini”.

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